L’INPS ha avviato una nuova modalità di gestione delle attività di compliance finalizzate a individuare le incongruenze tra le comunicazioni obbligatorie di instaurazione, trasformazione e cessazione dei rapporti di lavoro (UniLav) e le denunce contributive individuali trasmesse tramite UniEmens. L’iniziativa riguarda i datori di lavoro non agricoli e si inserisce nell’ambito delle attività di contrasto al lavoro sommerso e di verifica della corretta contribuzione previdenziale. I controlli sono finalizzati a individuare i rapporti di lavoro risultanti attivi nelle comunicazioni obbligatorie per i quali non risulta presentata la corrispondente denuncia contributiva individuale.
Invio delle lettere di compliance tramite PEC
Le comunicazioni di compliance vengono trasmesse in modo centralizzato tramite posta elettronica certificata (PEC), utilizzando le funzionalità di comunicazione bidirezionale del Fascicolo elettronico del contribuente. L’oggetto della comunicazione è “Confronto UniEmens UniLav”. La lettera viene notificata al datore di lavoro, in qualità di soggetto giuridico interessato, e trasmessa anche agli intermediari abilitati che dispongono di una delega attiva per la gestione del cassetto previdenziale bidirezionale. Sono escluse da questa procedura le posizioni caratterizzate da flussi contributivi bloccati o già associate a un verbale ispettivo.
Termine per la regolarizzazione e regime sanzionatorio
Dalla notifica della lettera al datore di lavoro decorre un termine di 30 giorni per procedere alla regolarizzazione della posizione contributiva beneficiando del regime sanzionatorio agevolato previsto dalla normativa. La trasmissione della comunicazione all’intermediario non modifica la decorrenza del termine, che resta collegata alla notifica effettuata nei confronti del datore di lavoro. In presenza dei presupposti richiesti, la regolarizzazione deve essere effettuata mediante l’invio dei flussi contributivi con il tipo di regolarizzazione “RE” e il pagamento degli importi dovuti entro il termine previsto. In tale ipotesi, la sanzione civile è determinata applicando il tasso ufficiale di riferimento maggiorato di 5,5 punti percentuali, entro il limite massimo del 40% dei contributi dovuti. Il regime agevolato può trovare applicazione anche in caso di pagamento rateale, nel rispetto delle condizioni previste. In assenza di regolarizzazione tempestiva, si applica il regime sanzionatorio ordinario, con una sanzione civile pari al 30% annuo, fino al limite massimo del 60% dei contributi non versati.
Verifica delle posizioni e motivazioni delle anomalie
Trascorsi i 30 giorni, le singole posizioni vengono esaminate per ciascun lavoratore, tenendo conto anche delle eventuali regolarizzazioni parziali effettuate dal datore di lavoro. Per le posizioni regolarizzate devono essere indicati l’imponibile e la contribuzione, sulla base dei flussi trasmessi prima e dopo la notifica della comunicazione. Qualora la posizione venga considerata regolare oppure venga fornita una giustificazione, è necessario indicare una motivazione coerente con le causali previste dalla procedura. Tra le possibili giustificazioni rientrano gli errori nelle comunicazioni obbligatorie, i rapporti di lavoro intermittente, l’assunzione del lavoratore presso una diversa matricola aziendale e i casi di annullamento o rettifica della comunicazione UniLav. Le risposte devono pertanto essere puntuali, motivate e supportate da adeguata documentazione, in modo da consentire la corretta ricostruzione del rapporto di lavoro e della relativa posizione contributiva.
Mancata risposta e possibili conseguenze
La mancata risposta alla lettera di compliance, così come una risposta priva di elementi sufficienti a chiarire le anomalie rilevate, può determinare l’avvio di ulteriori approfondimenti da parte dell’Istituto. È prevista l’introduzione di funzionalità dedicate alla richiesta di documentazione integrativa e, in caso di persistente inerzia, all’emissione di una diffida accertativa per i contributi determinati sulla base delle comunicazioni obbligatorie disponibili. Le modalità operative di tali ulteriori attività saranno definite attraverso specifiche indicazioni amministrative. Occorre inoltre considerare che la normativa attribuisce alla mancata comparizione e all’omessa trasmissione dei dati e dei documenti richiesti un possibile valore probatorio nell’ambito dei giudizi relativi all’accertamento negativo della pretesa contributiva o all’opposizione all’avviso di addebito.
Indicazioni operative per i datori di lavoro
Alla luce delle nuove modalità di controllo, è opportuno verificare con regolarità la coerenza tra le comunicazioni UniLav e le denunce UniEmens, prestando particolare attenzione ai rapporti di lavoro attivi, alle variazioni contrattuali, alle cessazioni e alle eventuali rettifiche delle comunicazioni obbligatorie. In caso di ricezione di una lettera di compliance, è fondamentale controllare tempestivamente le posizioni segnalate, ricostruire le eventuali anomalie e procedere, quando necessario, alla regolarizzazione entro il termine previsto. Qualora il disallineamento dipenda da un errore amministrativo o da una particolare tipologia di rapporto di lavoro, è consigliabile predisporre una risposta adeguatamente motivata e corredata dalla documentazione utile a dimostrare la correttezza della posizione aziendale.
Conclusioni
Le nuove procedure di compliance rendono ancora più importante il monitoraggio preventivo degli adempimenti lavoristici e contributivi, nonché la gestione tempestiva delle comunicazioni ricevute dall’INPS. La mancata risposta o una gestione non adeguata delle anomalie può infatti comportare ulteriori verifiche e conseguenze sul piano contributivo. Lo Studio rimane a disposizione per qualsiasi chiarimento e per fornire assistenza nella verifica delle posizioni contributive, nella predisposizione delle risposte alle comunicazioni di compliance e nell’eventuale regolarizzazione degli adempimenti.