Regime forfettario: dal 2026 stop alla riduzione di un anno dei termini di accertamento

Dal periodo d’imposta 2026 i contribuenti in regime forfettario non beneficeranno più della riduzione di un anno dei termini di accertamento collegata all’emissione esclusiva di fatture elettroniche. Anche per i forfettari si applicheranno quindi i termini ordinari previsti per l’attività di accertamento dell’Amministrazione finanziaria.

A partire dal periodo d’imposta 2026, cambia la disciplina dei termini di accertamento per i contribuenti in regime forfettario.

Fino al periodo d’imposta 2025, in presenza di determinate condizioni, i forfettari potevano beneficiare della riduzione di un anno dei termini di accertamento, se il fatturato annuo risultava costituito esclusivamente da fatture elettroniche.

Con l’intervento normativo del Decreto Omnibus, tale agevolazione viene meno dal periodo d’imposta 2026. Di conseguenza, anche i contribuenti forfettari che emettono esclusivamente fatture elettroniche saranno soggetti ai termini ordinari di accertamento.

La riduzione dei termini prevista in passato

La riduzione di un anno dei termini di accertamento era prevista per i contribuenti in regime forfettario che emettevano esclusivamente fatture elettroniche.

Tale previsione aveva una funzione premiale, collegata all’utilizzo della fatturazione elettronica.

Disciplina precedenteEffetto
Regime forfettario con fatturato costituito esclusivamente da fatture elettronicheRiduzione di un anno del termine di accertamento
Regime forfettario senza i requisiti richiestiApplicazione dei termini ordinari
Periodi d’imposta fino al 2025Riduzione ancora applicabile se spettante

Il beneficio era collegato all’art. 1, comma 74, della Legge n. 190/2014.

Perché viene eliminata la riduzione

La disciplina è cambiata perché, nel tempo, la fatturazione elettronica è diventata obbligatoria anche per i contribuenti forfettari.

Dal 1° luglio 2022 l’obbligo di fatturazione elettronica è stato esteso ai forfettari che nell’anno precedente avevano conseguito ricavi o compensi superiori a 25.000 euro.

Dal 1° gennaio 2024, invece, l’obbligo è stato generalizzato per tutti i forfettari, indipendentemente dall’ammontare dei ricavi o compensi.

Poiché la fatturazione elettronica non rappresenta più una scelta volontaria, ma un adempimento ordinariamente obbligatorio, viene meno la logica premiale della riduzione dei termini.

Dal 2026 tornano i termini ordinari

Dal periodo d’imposta 2026, ai contribuenti in regime forfettario si applicano integralmente i termini ordinari di accertamento.

CasoTermine di accertamento
Dichiarazione presentataAvviso di accertamento notificabile entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione
Dichiarazione omessaAvviso di accertamento notificabile entro il 31 dicembre del settimo anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata

La novità riguarda quindi il periodo d’imposta 2026 e quelli successivi. Per il periodo d’imposta 2025 e per quelli precedenti continua ad applicarsi la disciplina previgente, se ne ricorrono le condizioni.

Modello Redditi 2027: accertamento fino al 2032

La prima dichiarazione interessata dalla nuova disciplina sarà il Modello Redditi 2027, relativo al periodo d’imposta 2026.

Se il Modello Redditi 2027 viene regolarmente presentato nel 2027, l’accertamento potrà essere notificato entro il 31 dicembre 2032.

In presenza della precedente riduzione, il termine sarebbe invece scaduto il 31 dicembre 2031.

Se invece il Modello Redditi 2027 viene omesso, l’accertamento relativo al periodo d’imposta 2026 potrà essere notificato entro il 31 dicembre 2034.

Confronto dei termini di accertamento

Periodo d’impostaDichiarazioneDisciplina applicabileTermine di accertamento
2025Redditi 2026Riduzione ancora applicabile, se spettante31 dicembre 2030
2026Redditi 2027Termine ordinario31 dicembre 2032
2026 con dichiarazione omessaRedditi 2027 omessoTermine ordinario per dichiarazione omessa31 dicembre 2034

Il passaggio dal 31 dicembre 2030, relativo al periodo d’imposta 2025 con riduzione spettante, al 31 dicembre 2032 per il periodo d’imposta 2026 dipende sia dall’anno successivo di presentazione della dichiarazione, sia dall’eliminazione dello sconto di un anno.

Effetti sulla conservazione dei documenti

Il ritorno ai termini ordinari incide anche sulla conservazione dei documenti fiscali.

I contribuenti forfettari, pur beneficiando di semplificazioni in materia di registrazione e tenuta delle scritture contabili, devono conservare i documenti rilevanti per la determinazione del reddito e per la verifica delle condizioni di accesso e permanenza nel regime.

Documento / informazionePerché conservarlo
Fatture emessePer documentare ricavi e compensi percepiti
Fatture di acquistoPer eventuali controlli e verifiche fiscali
Certificazioni ricevutePer ricostruire compensi, ritenute o altre informazioni fiscali
Estratti contoPer verificare incassi e movimentazioni finanziarie
Prospetti degli incassiPer dimostrare la corretta determinazione dei ricavi/compensi
ContrattiPer documentare rapporti professionali o commerciali
Documentazione sulle cause di esclusionePer dimostrare la permanenza nel regime forfettario

Per il periodo d’imposta 2026, la gestione documentale dovrà quindi tenere conto della nuova scadenza ordinaria del 31 dicembre 2032.

Cosa deve fare lo Studio

Dal periodo d’imposta 2026 sarà opportuno aggiornare le procedure interne di gestione dei fascicoli dei clienti forfettari.

Attività da svolgereFinalità
Applicare il termine ordinario anche in presenza di sole fatture elettronicheEvitare il calcolo errato della scadenza di accertamento
Associare al Modello Redditi 2027 la scadenza del 31 dicembre 2032Aggiornare correttamente il fascicolo cliente
Distinguere i fascicoli 2026 da quelli relativi ai periodi precedentiSeparare annualità con regole diverse
Aggiornare il piano di conservazione documentaleAllineare archiviazione e termini di accertamento
Conservare le prove dei ricavi o compensi percepitiDocumentare la corretta determinazione del reddito
Documentare le condizioni di accesso e permanenza nel regimePrevenire contestazioni in caso di controllo

Attenzione alle annualità precedenti

L’eliminazione della riduzione opera dal periodo d’imposta 2026.

Per le annualità precedenti, la riduzione non viene automaticamente meno.

Pertanto, per il periodo d’imposta 2025 e per quelli anteriori, la riduzione può continuare ad applicarsi se risultano soddisfatte le condizioni previste dalla disciplina vigente nel relativo periodo.

PeriodoRegola
Fino al 2025Riduzione possibile, se spettante
Dal 2026Termine ordinario senza riduzione
Dichiarazione omessaTermine ordinario più ampio, fino al settimo anno successivo

Schema riepilogativo

TemaIndicazione
NovitàEliminata la riduzione di un anno dei termini di accertamento per i forfettari
DecorrenzaDal periodo d’imposta 2026
Prima dichiarazione interessataModello Redditi 2027
Termine con dichiarazione presentata31 dicembre 2032
Termine con dichiarazione omessa31 dicembre 2034
Periodo d’imposta 2025Riduzione ancora applicabile, se spettante
Fatturazione elettronicaNon dà più diritto alla riduzione dei termini dal 2026
Effetto operativoNecessario aggiornare fascicoli e termini di conservazione documentale

Conclusioni

Dal periodo d’imposta 2026 la fatturazione elettronica non attribuisce più ai contribuenti forfettari alcuna riduzione specifica dei termini di accertamento.

Per il Modello Redditi 2027, relativo al 2026, il termine ordinario di accertamento scadrà il 31 dicembre 2032; in caso di dichiarazione omessa, il termine arriverà al 31 dicembre 2034.

La novità impone una maggiore attenzione anche alla conservazione dei documenti fiscali, che dovranno essere mantenuti per tutto il periodo in cui l’accertamento è possibile.

Lo Studio rimane a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento e per fornire supporto nella verifica dei termini di accertamento, nella corretta gestione del regime forfettario e nell’organizzazione della documentazione da conservare.