Festa nazionale di San Francesco d’Assisi: disciplina e gestione in busta paga

A partire dal 1° gennaio 2026, il 4 ottobre è riconosciuto come festività nazionale dedicata a San Francesco d’Assisi. La nuova ricorrenza si aggiunge alle festività previste dalla normativa nazionale e comporta conseguenze sia sotto il profilo dell’organizzazione dell’attività lavorativa sia con riferimento al trattamento economico dei dipendenti.
La giornata festiva deve pertanto essere gestita secondo le regole previste per le festività nazionali, tenendo conto anche delle eventuali disposizioni contenute nel Contratto Collettivo applicato al rapporto di lavoro.

Assenza dal lavoro nella giornata festiva

In linea generale, la festività comporta la sospensione dell’attività lavorativa. Il lavoratore, quindi, non è tenuto a prestare la propria attività nella giornata del 4 ottobre, salvo che la particolare organizzazione aziendale, la tipologia di attività svolta o specifici accordi consentano o richiedano lo svolgimento della prestazione.
La normativa ammette inoltre, nei casi previsti, la possibilità di concordare il recupero della giornata in un momento diverso. Qualora il 4 ottobre venga lavorato, dovranno essere applicate le maggiorazioni previste dalla disciplina collettiva di riferimento per il lavoro prestato durante una festività.

Il trattamento economico della festività

Gli effetti sulla busta paga variano in funzione della collocazione della festività rispetto all’orario di lavoro del dipendente e della modalità di determinazione della retribuzione. Quando il 4 ottobre coincide con una normale giornata lavorativa e il dipendente non presta servizio, la giornata deve essere comunque economicamente riconosciuta. Per i lavoratori con retribuzione mensile fissa, la festività è normalmente già compresa nella retribuzione mensile e non determina quindi una riduzione dello stipendio. Per i lavoratori remunerati in funzione delle ore o delle giornate lavorate, invece, deve essere riconosciuto il trattamento economico previsto dalla normativa e dal Contratto Collettivo applicato.
Restano escluse dal trattamento economico della festività le situazioni nelle quali il mancato svolgimento dell’attività sia riconducibile ad assenze prive di retribuzione, ad assenze ingiustificate o allo sciopero, secondo quanto previsto dalla disciplina applicabile.

Il 4 ottobre nel 2026: festività coincidente con la domenica

Nel 2026 il 4 ottobre cade di domenica. La coincidenza con una giornata normalmente destinata al riposo determina una particolare conseguenza sul cedolino paga. Quando una festività coincide con il giorno di riposo settimanale, la giornata festiva non può considerarsi semplicemente assorbita dal normale riposo. In presenza dei presupposti previsti dalla normativa e dalla contrattazione collettiva, al lavoratore deve essere riconosciuto uno specifico trattamento economico aggiuntivo corrispondente alla festività non fruita.
La disciplina deve comunque essere verificata alla luce delle disposizioni del Contratto Collettivo applicato, soprattutto con riferimento alla distinzione tra riposo domenicale e sesta giornata non lavorativa, che può essere ordinariamente il sabato.

Festività coincidente con una giornata lavorativa

Quando il 4 ottobre cade in un giorno nel quale il lavoratore avrebbe dovuto normalmente prestare attività e la prestazione non viene effettuata proprio per effetto della festività, la giornata deve essere retribuita secondo le regole ordinarie previste per le festività godute.
Per i lavoratori con retribuzione mensile, normalmente non si determina alcuna decurtazione dello stipendio, poiché il trattamento economico della festività è già ricompreso nella retribuzione mensile. Per i lavoratori la cui retribuzione non è determinata su base mensile fissa, deve invece essere riconosciuto il trattamento economico previsto dalla normativa e dal Contratto Collettivo, normalmente parametrato alla retribuzione giornaliera.
Il medesimo principio trova applicazione, nei limiti previsti dalla normativa, anche quando la festività coincida con determinate assenze tutelate o comunque considerate indipendenti dalla volontà del lavoratore, come malattia, infortunio, ferie, congedo matrimoniale, maternità, permessi o altre assenze giustificate.

Quando la festività viene lavorata

Qualora, per esigenze organizzative o in ragione della particolare attività esercitata, il dipendente presti servizio il 4 ottobre, alla normale retribuzione dovrà essere aggiunto il trattamento previsto per il lavoro effettuato durante una giornata festiva.La misura della maggiorazione deve essere individuata sulla base del Contratto Collettivo applicato.
In presenza di specifiche disposizioni contrattuali, possono inoltre essere previste forme di riposo compensativo o altri meccanismi sostitutivi, fermo restando il rispetto del trattamento economico minimo previsto dalla disciplina applicabile.
Nel caso in cui la festività coincida contemporaneamente con una giornata normalmente non lavorativa o con un’altra festività, il trattamento complessivo può comprendere sia la quota spettante per la festività non fruita sia la retribuzione maggiorata relativa alle ore effettivamente lavorate.

Impatto della nuova festività sul costo del lavoro

L’introduzione del 4 ottobre tra le festività nazionali produce effetti anche sul costo del lavoro. L’impatto concreto varia in funzione della modalità con cui la giornata viene gestita.

Situazione del 4 ottobrePrincipali effetti sul costo del lavoro
Festività coincidente con una giornata già non lavorativaPuò comportare il riconoscimento di una quota retributiva aggiuntiva per la festività non goduta.
Festività non lavorata in una giornata normalmente lavorativaLa retribuzione viene mantenuta anche a fronte della riduzione delle ore effettivamente lavorate, con conseguente incremento del costo medio per ora produttiva.
Festività lavorataAlla retribuzione ordinaria si aggiunge il trattamento economico previsto per il lavoro festivo, con le eventuali ulteriori competenze stabilite dal CCNL.
Festività recuperata in un’altra giornataLa riduzione delle ore lavorate nella giornata festiva e il successivo recupero possono determinare un incremento del costo medio del lavoro, oltre all’applicazione delle maggiorazioni eventualmente previste.

L’effetto economico sarà particolarmente evidente nel 2026, considerato che il 4 ottobre cade di domenica e interesserà quindi numerosi lavoratori come giornata festiva coincidente con il riposo settimanale.

Rapporto con i Contratti Collettivi

Il riconoscimento della festività nazionale deriva direttamente dalla legge e, pertanto, trova applicazione anche nel caso in cui il Contratto Collettivo utilizzato dall’azienda non abbia ancora aggiornato formalmente l’elenco delle festività.
Le disposizioni della contrattazione collettiva continuano tuttavia ad assumere rilievo per tutti gli aspetti che la normativa rimette alla disciplina contrattuale, quali, ad esempio, la misura delle maggiorazioni per il lavoro festivo, le modalità di eventuale recupero della giornata e le specifiche regole applicabili ai diversi settori.
È quindi opportuno verificare, in sede di elaborazione del cedolino, il Contratto Collettivo effettivamente applicato al lavoratore.

Riflessi sulla Cassa Integrazione

La nuova festività presenta conseguenze anche nei periodi nei quali il lavoratore è interessato da un trattamento di integrazione salariale. Per i lavoratori con retribuzione mensile fissa, la presenza della festività non determina normalmente una riduzione del trattamento economico connesso alla festività stessa.
Per i lavoratori retribuiti in relazione alle ore lavorate, occorre invece applicare le regole generali previste per le festività durante i periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa. In particolare, il trattamento della festività può variare in funzione della durata della sospensione e del momento in cui la festività si colloca rispetto al periodo di integrazione salariale.
Il trattamento della nuova festività deve quindi essere distinto da quello previsto per alcune specifiche festività nazionali che, in base alla normativa vigente, seguono regole particolari in materia di integrazione salariale.

Indicazioni operative per le aziende

L’introduzione della nuova festività rende necessario prestare attenzione alla corretta impostazione delle procedure di gestione del personale e dei cedolini paga.
In particolare, è opportuno verificare preventivamente il calendario lavorativo aziendale, l’orario individuale dei dipendenti, la disciplina prevista dal CCNL applicato e le modalità di gestione delle eventuali prestazioni lavorative effettuate nella giornata del 4 ottobre.
Per le aziende che organizzano l’attività su turni o che operano nei settori nei quali il lavoro festivo è frequente, assume particolare importanza la corretta rilevazione delle ore lavorate e l’applicazione delle relative maggiorazioni.

Conclusioni

L’introduzione della festività nazionale di San Francesco d’Assisi comporta quindi nuovi adempimenti nella gestione del personale e richiede una corretta valutazione degli effetti sia sulla busta paga sia sull’organizzazione dell’attività aziendale. La particolare collocazione del 4 ottobre 2026, che cade di domenica, rende inoltre particolarmente rilevante la corretta gestione della festività non goduta e dei relativi effetti economici.

Il nostro Studio rimane a disposizione per qualsiasi chiarimento e per supportare le aziende nella corretta gestione della nuova festività e dei relativi riflessi in busta paga.