Le persone fisiche titolari di impianti fotovoltaici possono ricevere dal GSE somme relative all’energia prodotta e non autoconsumata. L’articolo riepiloga il trattamento fiscale degli importi incassati nel 2025, distinguendo tra “scambio sul posto” e “ritiro dedicato”, e chiarisce quando tali somme devono essere indicate nella dichiarazione dei redditi.
Con la realizzazione di un impianto fotovoltaico è possibile produrre energia elettrica per soddisfare i propri consumi e, in alcuni casi, cedere alla rete l’energia prodotta in eccedenza.
Quando l’energia prodotta non viene interamente autoconsumata, il contribuente può incassare somme dal Gestore dei Servizi Energetici, generalmente nell’ambito di contratti di scambio sul posto o di ritiro dedicato.
Somme incassate dal GSE e dichiarazione dei redditi
Per le persone fisiche private, le somme percepite dal GSE con riferimento a impianti fotovoltaici di potenza non superiore a 20 kW, installati per esigenze abitative o condominiali, possono costituire redditi diversi.
In particolare, i proventi derivanti dalla cessione dell’energia prodotta in eccedenza rispetto ai consumi privati sono qualificati come redditi derivanti da attività commerciali non esercitate abitualmente.
Tali importi devono essere indicati nel Modello Redditi Persone Fisiche 2026, relativo al periodo d’imposta 2025, nel quadro RL, rigo RL14
Scambio sul posto
Lo scambio sul posto consente di compensare l’energia elettrica prodotta e immessa in rete con quella prelevata e consumata in un momento diverso.
Nell’ambito di tale servizio possono essere riconosciute due tipologie di importi:
- il contributo in conto scambio, che non assume rilevanza fiscale;
- la liquidazione dell’eccedenza, che invece deve essere tassata come reddito diverso.
Pertanto, per gli impianti fotovoltaici fino a 20 kW destinati a soddisfare i bisogni energetici dell’abitazione, l’importo relativo alle eccedenze liquidate dal GSE deve essere dichiarato nel quadro RL.
Diversamente, se l’impianto ha potenza superiore a 20 kW, oppure non è installato a servizio dell’abitazione, le somme percepite possono assumere natura di reddito d’impresa, con conseguenti adempimenti fiscali.
Ritiro dedicato
Il ritiro dedicato rappresenta una modalità semplificata di vendita dell’energia immessa in rete.
Per le persone fisiche, il trattamento fiscale varia a seconda del tipo di cessione:
- in caso di cessione parziale dell’energia, riferita a impianti fino a 20 kW asserviti all’abitazione, le somme incassate costituiscono redditi diversi da dichiarare;
- negli altri casi di cessione parziale e, in ogni caso, nella cessione totale dell’energia, l’attività può essere considerata commerciale, con tassazione come reddito d’impresa e obbligo di rispettare i relativi adempimenti fiscali, quali apertura della partita IVA, fatturazione e ulteriori obblighi contabili.
Quali importi devono essere tassati
L’importo da indicare in dichiarazione riguarda le sole eccedenze:
- effettivamente pagate e incassate tramite bonifico bancario;
- oppure utilizzate in compensazione a favore del GSE, ad esempio per costi amministrativi, conguagli negativi o debiti derivanti da altri contratti.
Il contribuente può recuperare i dati relativi alle somme incassate nel 2025:
- dalla propria dichiarazione dei redditi precompilata;
- accedendo all’Area Clienti del GSE;
- scaricando il documento denominato “Riepilogo Redditi Diversi” relativo all’anno di riferimento
Attenzione alla corretta qualificazione fiscale
La corretta tassazione delle somme incassate dal GSE dipende da diversi elementi, tra cui:
- potenza dell’impianto;
- destinazione dell’impianto a servizio dell’abitazione o del condominio;
- tipologia di contratto con il GSE;
- cessione parziale o totale dell’energia;
- natura privata o commerciale dell’attività svolta.
È quindi importante verificare attentamente il caso concreto prima della compilazione della dichiarazione dei redditi.
Conclusioni
Le somme incassate dal GSE per impianti fotovoltaici non sempre hanno lo stesso trattamento fiscale. In molti casi, per le persone fisiche private con impianti fino a 20 kW, gli importi relativi all’energia ceduta in eccedenza devono essere dichiarati come redditi diversi nel quadro RL.
Una corretta verifica preventiva consente di evitare errori dichiarativi, distinguere i casi di semplice reddito diverso da quelli che possono configurare attività commerciale e gestire correttamente gli adempimenti fiscali.
Per verificare il corretto trattamento fiscale delle somme incassate dal GSE e per ricevere assistenza nella compilazione della dichiarazione dei redditi, lo Studio è a disposizione per una consulenza personalizzata e per ogni ulteriore chiarimento.