Le recenti modifiche alla disciplina dei bonus contributivi per le assunzioni introducono una maggiore flessibilità nelle ipotesi in cui un lavoratore, già assunto con un rapporto di lavoro agevolato, venga successivamente riassunto da un diverso datore di lavoro.
In questi casi, l’agevolazione residua può continuare ad essere utilizzata dal nuovo datore, consentendo la prosecuzione del beneficio per il periodo non ancora fruito.
Requisiti del nuovo datore di lavoro
Una delle novità più rilevanti riguarda le condizioni richieste al datore di lavoro che effettua la nuova assunzione.
La disciplina aggiornata consente, nelle ipotesi di riassunzione di lavoratori già destinatari dell’incentivo, di accedere alla parte residua dell’esonero anche quando il nuovo datore non soddisfi alcuni dei requisiti normalmente previsti per l’accesso al beneficio, come quelli relativi ai licenziamenti effettuati nei mesi precedenti o ad altri principi generali applicabili agli incentivi all’occupazione.
L’obiettivo della modifica è quello di favorire la continuità occupazionale del lavoratore, evitando che la perdita del posto di lavoro comporti anche la perdita dell’agevolazione contributiva ancora disponibile.
Modalità di utilizzo del beneficio
Dal punto di vista operativo, il beneficio continua ad essere collegato al lavoratore che ha già maturato il diritto all’incentivo nel precedente rapporto di lavoro. Di conseguenza, il nuovo datore di lavoro potrà utilizzare esclusivamente la quota residua dell’esonero, mentre la domanda di accesso all’agevolazione resta riferita alla prima assunzione incentivata.
Incremento occupazionale: disciplina differenziata
Diversa è invece la situazione con riferimento al requisito dell’incremento occupazionale.
Per alcune tipologie di incentivo, nelle ipotesi di riassunzione di lavoratori che hanno già beneficiato parzialmente dell’esonero, la normativa sembra consentire la prosecuzione dell’agevolazione anche senza la verifica di tale requisito. Per altre misure agevolative, invece, l’obbligo dell’incremento occupazionale continua ad assumere un ruolo determinante.
Si tratta di un aspetto che richiederà ulteriori chiarimenti interpretativi, anche in relazione al coordinamento con la disciplina degli aiuti di Stato.
Conclusioni
Le modifiche introdotte rappresentano un intervento volto a favorire la mobilità del lavoratore e la continuità delle agevolazioni contributive, rendendo più agevole la fruizione degli incentivi nelle ipotesi di cambio del datore di lavoro. Resta comunque opportuno valutare attentamente ogni singolo caso per verificare il corretto utilizzo del beneficio alla luce della normativa vigente e degli eventuali chiarimenti amministrativi.
Lo Studio rimane a disposizione per qualsiasi chiarimento e per assistere aziende e datori di lavoro nella verifica dei requisiti e nella corretta applicazione delle agevolazioni contributive.